martedì 30 agosto 2011

Tanti auguri!!!!

Buon compleanno piccolo mio!

Oggi fai due anni e papà non sa che dirti quanta gioia, quanta meraviglia hai portato nelle nostre vite.
Papà ha una foto: era il giorno del suo secondo compleanno ed è davanti ad una splendida torta con accanto suo nonno...
Era un uomo meraviglioso, sai e papà ti promette che ti racconterà di lui e della sua incredibile vita ma per ora papà vuole parlarti del rapporto che hai con i tuoi di nonni.

I tuoi nonni materni da quanto ci sei tu sono semplicemente rinati: la loro vita si è riempita di una gioia inaspettata.
La nonna stravede per te e a volte pur di starti dietro fa cose che la sua salute non le permetterebbe e anche se noi la vediamo a volte un po' stanca, niente davvero le impedirebbe di prendersi cura di te perchè niente per lei è più importante.
Il nonno è un gran giocherellone. Ti riempie di scherzi e a volte tu ti arrabbi un bel po' ma lui muore dalla voglia di passare del tempo con te, di parlarti e difatti è da un bel pezzo ormai che sognava di sentirti parlare e così ci chiedeva preoccupato "ma questo bambino come mai non parla?".

I tuoi nonni paterni di certo li vedi un po' meno ma nonostante questo tu lo hai capito fin da subito chi erano e da sempre hai regalato loro gli stessi sorrisi, la stessa gioia che hai dato agli altri nonni.
Tante volte siamo rimasti stupiti di quanto possa essere così profondo il tuo legame con loro nonostante il poco tempo che avete passato insieme.
La nonna quando ti vede è un vulcano in eruzione ed ogni volta la vediamo sempre più coinvolta ed entusiasta del tempo che passate insieme, ma la vera sorpresa è tuo nonno.
Lui è un burbero per definizione ma con te si scioglie, ride e si fa prendere da mille ansie ogni volta che ti vede fare qualcosa di spericolato (per lui spericolato vuol dire anche mangiare un pezzo di pane!). Non posso spiegarti quanto sia divertente vedergli fare la faccia del pesce per farti ridere!




Tuo nonno poi a nostra insaputa ha organizzato la tua festa di compleanno riempiendo la sala di stelle, festoni e palloncini!

I tuoi quattro nonni, piccolo mio, sono un dono meraviglioso che la vita ti ha fatto! Tu hai riempito la vita di tutti noi, così piccolo hai fatto dei veri e propri miracoli, tu hai dato vita ad una meravigliosa famiglia.

domenica 28 agosto 2011

Parole, parole...

Sta per finire questa meravigliosa settimana di ferie che mi ha riempito di gioia come non mai e non c'è momento migliore della notte fonda per fermarsi a pensare a tutte le cose che vorrei trovare il tempo di scrivere, prima o poi, su queste pagine...

Non posso che iniziare da qualcosa di meraviglioso: dopo una lunga attesa, magiche previsioni e patemi vari dei nonni finalmente è arrivato il momento tanto atteso...il piccolo si è aperto al meraviglioso mondo delle parole!!! Tutto ad un tratto sono apparse, prima piano piano, partendo da quelle sillabe che conoscevamo già, poi nei giorni sono aumentate sempre di più!

Comunicare con le parole è un gioco meraviglioso: spesso le parole non sono proprio quelle che ti aspetti e allora proviamo insieme a trovare la soluzione.
Ci sono le parole che c'entrano ben poco...c'è "babba" che non è una la versione femminile del babbo o una pappa per raffreddati ma per vicinanza un giorno scopri che è proprio l'acqua. La conferma ed il premio per l'azzeccata intuizione è quella piccola risata che ci dice quanto sia bello finalmente essere capiti.

Poi ci sono le parole al rovescio come il "patto" che serve a chiudere il barattolo o la "banga", si proprio quella che finisce con il piede. Abbiamo le parole contratte come "pino" il pannolino o l'aereo "io".

Oggi "guarda!" mentre l'indice punta qualche cosa sta prendendo il posto del dolce "vevè!!!".

Il gioco del comunicare è fatto di interrogazioni incrociate. Noi siamo interrogati a tappeto su libri e disegni: uno dopo l'altro, a ripetizione per verificare la verità delle nostre parole. Lui è interrogato sulle foto...

Che bello sentirti storpiare il tuo nome, che bello vederti riconoscere la nonna, il nonno, il parco ma niente è più bello sentire come la voce diventa più dolce quando dici "mamma" e "papà"!!!





venerdì 12 agosto 2011

Tutto su mio padre

Mi ricordo bene davvero, è il mio primo ricordo che ho di noi,
Eravamo dal nonno, tu eri venuto per me, per salutarmi prima di andare a lavorare di notte. Dal nonno c'era sempre un piatto in più e quella sera c'era spezzatino. Ricordo la gioia di essere seduto sulle tue gambe, ricordo le risate del nonno e della zia nel vedere la tua cena finire più nella mia pancia che nella tua...

Lo tengo stretto nel mio cuore il mio primo giorno di scuola elementare: ricordo la sensazione di stupore, quasi disorientante, di avere accanto te e non mia madre quel giorno. Ma tu sei riuscito ad essere meraviglioso, amorevole come mai avrei potuto immaginare. Ricordo il modo in cui mi portavi lo zaino, ricordo che siamo entrati in classe insieme e tu sei stato con me finché hai potuto.
Non hai dovuto aspettare che parlassi, quando mi hai detto "stai tranquillo" prima di dover uscire dall'aula.


Ma tu sei sempre stato un osso duro, abituato come sei a non parlare ma a fare, a dare più che puoi. Sei sempre stato un osso duro perché chiuso nel tuo non saper comunicare se non coi fatti ma mai con le parole che hai fatto diventare la cosa che più ho desiderato da te e contro cui abbiamo costruito i nostri scontri e le nostre più grandi distanze.

Anche se continuiamo a scontrarci, anche se ci vedremo sempre su due poli opposti di questo mondo, posso dire di vederti ora vicino più a quello che sei che all'immagine che di te ho costruito. Ci sto riuscendo grazie a quelle piccole crepe in cui permetti a chi vuole davvero capirei di vedere le tue emozioni.

L'ho visto il giorno della mia laurea quando sei venuto a baciarmi, ho visto i tuoi occhi lucidi nascosti dal tuo sguardo verso il basso.

Lo vedo dall'apprensione assurda con cui segui tuo nipote mentre corre, si arrampica e fa di tutto per sentirti ancora urlare e lamentarti e dai sorrisi che facevi l'altra sera mentre ti si lanciava addosso.

Lo vedo dalla premura con cui ti occupi della tomba del nonno, dalla difficoltà che hai nel dire il suo nome.

Io vorrei solo dirti che io conservo tutte queste immagini di te. Che conservo quei piccoli spazi di condivisione che tu hai voluto regalarmi come le volte che ho passato a guardarti fare la barba, come quel giorno in cui ci siamo fatti quelle foto insieme in mezzo alle tue tante coppe e altri ancora...

Io vorrei dirti che lo scorso mese quando abbiamo passato un'intera mattinata insieme, guidavo come un matto perché ero così felice che fossimo io e te che non trovavo il modo di esprimerlo e che per un attimo ho pensato a tutte le volte che tu e il nonno siete stati in giro insieme e mi sono augurato che anche noi potremo avere e costruire la possibilità di fare lo stesso.


martedì 2 agosto 2011

Eredità musicali...

Poche mattine fa sono riuscito ad ascoltare una canzone che non avevo più la forza di sentire da quando è arrivata la notizia della scomparsa di Clarence Clemons, sax tenore della E Street Band di Bruce Springsteen.
In macchina con il volume al massimo ho sentito Jungleland: uno dei brani che più mi ha toccato musicalmente ed in cui il solo sentire l'assolo di sax mi ha portato ad un passo dalla sconsiderata decisione di acquistarne uno e provare ad imparare a farlo da me!
Complice una mail ricevuta piena di riflessioni su un ciclo musicale, ma anche di una fase storica del mondo della musica, che piano piano si sta chiudendo ho iniziato a farmi tante domande su come mio figlio vivrà il rapporto con la musica.

Che lui la adori al momento è assodato. Da tempo ormai chiede con gran segni che la radio resti accesa. E' felice se la mattina si sveglia con la musica e vorrebbe sempre avere un buon ritmo su cui ballare...
Mi chiedo cosa penserà della musica che noi ascoltiamo.

I miei genitori non sono mai stati dei grandi appassionati di musica: qualche cassetta si, ma principalmente la mia educazione musicale dell'infanzia si ferma alle canzoni che mi cantava mia madre e, nella fattispecie, un repertorio misto di canzoni italiane degli anni 50, 60 e 70!
Ad oggi credo di essere uno dei pochi della mia età in grado di riconoscere una buona parte del palinsesto di Radio Italia Anni 60, cosa di cui non vado particolarmente fiero e che mi fa sentire parecchio discriminato davanti a chi è cresciuto con un panorama musicale più ampio del mio che di internazionale aveva solo le canzoni (in italiano!) di Julio Iglesias...

Il mio primo contatto con la musica internazionale è stato in terza media quando ho scoperto i Queen ed ho costretto l'intera famiglia (nonna compresa) ad un passaggio epocale: quello del lettore cd!!!
Recuperare gli anni persi di musica mai ascoltata è un'impresa che non potrò mai portare a termine e sono sempre stato dell'idea che a mio figlio non sarebbe mai mancata la possibilità di ascoltare ore e ore e ore di musica di ogni genere. Il rock, il raggae, lo ska, o qualsiasi altro genere tanto oggi la tecnologia ci permette di avere accesso a qualsiasi cosa in un attimo, avere intere discografie, rarità ed inediti anche se poi finisce che non li ascolteremo mai tutti.

Basta! In casa si ascolta quello che dico io!
Quindi, in definitiva, sto replicando la parte dei miei ampliandone solo un po' i confini...Ecco quindi alcune previsioni su come potrebbero andare le cose...

Appena arriverà l'età dell'asilo, appena inizieranno le feste, le giostre e così via Beatles, Queen, Ben Harper, Rolling Stones, Pearl Jam, Nirvana....tutto insomma, potrà essere spazzato via dalle canzoni tipo Le Tagliatelle di Nonna Pina e noi dovremo nuovamente rifugiarci per riassaporare i vecchi classici.

Poi la situazione tornerà nuovamente a nostro favore ma solo per un po' ossia quando avverrà il momento del distacco: il momento in cui lui scoprirà un percorso musicale tutto suo ed allora, a seconda delle amicizie più influenti, potrebbero capitarci alla peggio una o più delle seguenti fasi:

- la fase metal
- la fase rap
- la fase disco

In previsione di uno qualsiasi di questi casi, stiamo già risparmiando per l'insonorizzazione della sua futura camera e per i cambi di guardaroba.



Alla fine però quando in radio passano per sbaglio qualche pezzo della Cinquetti ed io, vergognosamente, so il testo meglio di quanto potrebbe ricordarselo lei, non posso fare a meno di stargli dietro e quindi penso che potrà succedere anche a lui (con qualche pezzo migliore ovviamente!) ed avrà il suo bagaglio di ricordi su cui scherzarci, ridere o coccolarcisi un po'.