venerdì 12 agosto 2011

Tutto su mio padre

Mi ricordo bene davvero, è il mio primo ricordo che ho di noi,
Eravamo dal nonno, tu eri venuto per me, per salutarmi prima di andare a lavorare di notte. Dal nonno c'era sempre un piatto in più e quella sera c'era spezzatino. Ricordo la gioia di essere seduto sulle tue gambe, ricordo le risate del nonno e della zia nel vedere la tua cena finire più nella mia pancia che nella tua...

Lo tengo stretto nel mio cuore il mio primo giorno di scuola elementare: ricordo la sensazione di stupore, quasi disorientante, di avere accanto te e non mia madre quel giorno. Ma tu sei riuscito ad essere meraviglioso, amorevole come mai avrei potuto immaginare. Ricordo il modo in cui mi portavi lo zaino, ricordo che siamo entrati in classe insieme e tu sei stato con me finché hai potuto.
Non hai dovuto aspettare che parlassi, quando mi hai detto "stai tranquillo" prima di dover uscire dall'aula.


Ma tu sei sempre stato un osso duro, abituato come sei a non parlare ma a fare, a dare più che puoi. Sei sempre stato un osso duro perché chiuso nel tuo non saper comunicare se non coi fatti ma mai con le parole che hai fatto diventare la cosa che più ho desiderato da te e contro cui abbiamo costruito i nostri scontri e le nostre più grandi distanze.

Anche se continuiamo a scontrarci, anche se ci vedremo sempre su due poli opposti di questo mondo, posso dire di vederti ora vicino più a quello che sei che all'immagine che di te ho costruito. Ci sto riuscendo grazie a quelle piccole crepe in cui permetti a chi vuole davvero capirei di vedere le tue emozioni.

L'ho visto il giorno della mia laurea quando sei venuto a baciarmi, ho visto i tuoi occhi lucidi nascosti dal tuo sguardo verso il basso.

Lo vedo dall'apprensione assurda con cui segui tuo nipote mentre corre, si arrampica e fa di tutto per sentirti ancora urlare e lamentarti e dai sorrisi che facevi l'altra sera mentre ti si lanciava addosso.

Lo vedo dalla premura con cui ti occupi della tomba del nonno, dalla difficoltà che hai nel dire il suo nome.

Io vorrei solo dirti che io conservo tutte queste immagini di te. Che conservo quei piccoli spazi di condivisione che tu hai voluto regalarmi come le volte che ho passato a guardarti fare la barba, come quel giorno in cui ci siamo fatti quelle foto insieme in mezzo alle tue tante coppe e altri ancora...

Io vorrei dirti che lo scorso mese quando abbiamo passato un'intera mattinata insieme, guidavo come un matto perché ero così felice che fossimo io e te che non trovavo il modo di esprimerlo e che per un attimo ho pensato a tutte le volte che tu e il nonno siete stati in giro insieme e mi sono augurato che anche noi potremo avere e costruire la possibilità di fare lo stesso.


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